LA GIUSTIZIA DEL 600:

Fin dall’antichità l’uomo è stato un essere con grande forza ed energia interiore che non sempre riusciva a controllare. Ciò ha portato l’uomo a creare delle regole per tutelarsi e limitare quest’energia che potrebbe sfociare in qualcosa di negativo e nocivo. Non tutti gli uomini sono in grado di rispettare le regole e altri vengono costretti ad infrangerle. Per tutelare le persone che avrebbero dei problemi se queste regole venissero infrante esistono le forze dell’ordine che si occupano di esercitare la giustizia. ma che cos’è la giustizia?
Secondo la mia opinione non vuol dire solamente mettere in prigione i trasgressori di una legge che in un certo senso serve a pareggiare i conti, ma vuol dire anche fare in modo che il colpevole capisca i propri errori in modo che la prossima volta sappia compiere la scelta giusta.
Non tutti possono esercitare il potere della giustizia e solo lo Stato può farlo perchè i cittadini gli hanno affidato il compito di difendere la libertà e la sicurezza di tutti. Lo Stato può arrestare, processare e punire i colpevoli attraverso il potere giudiziario che appartiene alla Magistratura.Lo Stato però non può condannare un cittadino senza prima essersi accertato che sia colpevole.
Infatti prima si esegue un processo per verificare come sono andate realmente le cose, una persona non si può condannare senza che abbia avuto modo di difendersi e naturalmente non si può condannare l’imputato in base al ceto sociale. L’argomento della Giustizia è molto delicato e spesso sucita discussioni. Una discussione spesso affrontata è quella riguardante la severità delle pene. C’è chi crede ancora nell’applicazione della pena di morte. Quando si parla di Giustizia però bisogna evitare l’atteggiamento di chi vorrebbe sempre punire con molta severità.Non sempre i colpevoli hanno la possibilità di scegliere o sono cresciuti in ambienti doveper sopravvivere bisogna usare la violenza. In pratica sono i primi ad essere stati vittima della delinquenza. In conseguenza la condanna che si assegna deve servire a “rieducare” chi ha sbagliato in modo di aiutarlo e diventare onesto. Nche le vicende della Storia dimostrano che pene crudeli non migliorano la situazione,quello cheserve veramente è il cambio di mentalità: cioè imparare ad avere rispetto per gli altri e le leggi così tutti possiamo vivere bene in una società civile e progredita.
Nell’Italia del 600 la giustizia dei comuni era piuttosto arbitraria e nella mani dei potenti. Le istituzioni non negavano leggi e punizioni per angherie o soprusi commessi ma venivano gestite e amministrate da giudici che le interpretavano in modo diverso a seconda delle situazioni e dei propri interessi.
Per quanto riguarda l’Inghilterra tra i principali giudici troviamo Sir Matthew Hale ( 1609-1676 ), giudice della Common Pleas : Corte giudiziaria di Common Law creata nel 1178 dal re Enrico II (1133-89) come enucleazione delKing’s council.
Era composto da 5 giudici (tre laici e due ecclesiastici) che accompagnavano il sovrano nei suoi viaggi di giustiziere itinerante attraverso il regno. In base alla Magna charta libertatum del 1215 fu poi insediata a Westminster, con competenza di giurisdizione ordinaria, ossia relativa alla generalità delle controversie tra privati.
Nel 1875 la Court of Common Pleas ( corte delle udienze comuni )cessò la propria autonoma attività, confluendo nella Queen’s Bench Division della High Court of Justice.
Il sistema del Common law è un modello di ordinamento giuridico, di matrice anglosassone, basato sui precedenti giurisprudenziali più che su codici o, in generale, leggi e altri atti normativi di organi politici. Il sistema di Common law è contrapposto al sistema del Civil law, l’altra branca della tradizione giuridica occidentale.
Un altro giurista inglese molto importante fu Sir Edward Coke conoscitore esemplare del Common Law e autore dei ” The reports in thirteen parts ” che ricostruiscono il sistema di Common Law attraverso migliaia di casi decisi dal Medioevo al Seicento.
BILL OF RIGHTS:
Act of habeas corpus ( 1679 ): strumento formale per impedire arresti illegali da parte del potere esecutivo: ogni suddito può ottenere un writ di habeas corpus per essere sottoposto ad un processo con giurati.
dopo qualche anni Bill of rights dichiarò illegale :
ogni ordine regio sospensivo dell’applicazione di una legge ;
ogni imposizione tribunaria non votata dal Parlamento;
il mantenimento dell’esercito in tempo di pace senza l’autorizzazione del parlamento;
stabilì la libera elezione dei membri del Parlamento, libertà di parola, necessità di convocazione regolare delle sessioni parlamentari .
Uno dei principali giudici tedeschi fu Benedikt Carpzov è nato a Brandeburgo il 22 ottobre 1565, e dopo aver studiato a Francoforte e Wittenberg , e visitare altre università tedesche, è stato fatto dottore di leggi a Wittenberg nel 1590. He was admitted to the faculty of law in 1592, appointed professor of institutions in 1599, and promoted to the chair Digesti infortiati et novi in 1601. È stato ammesso alla facoltà di giurisprudenza nel 1592, nominato professore di istituzioni nel 1599, e promosso alla cattedra Digesti infortiati et Novi nel 1601. In 1602 he was summoned by Sophia , widow of the elector Christian I. of Saxony, to her court at Colditz, as chancellor, and was at the same time appointed councillor of the court of appeal at Dresden . Nel 1602 fu convocato da Sophia , vedova del principe elettore Cristiano I di Sassonia, alla sua corte a Colditz, come cancelliere, e fu allo stesso tempo nominato consigliere della Corte d’appello di Dresda . After the death of the electress in 1623 he returned to Wittenberg, and died there on the 26th of November 1624, leaving five sons. Dopo la morte della Elettrice nel 1623 è tornato a Wittenberg, e vi morì il Nov 26, 1624, lasciando cinque figli. He published a collection of writings entitled Disputationes juridicae. Benedikt Carpzov (1595-1666), second of the name, was the second son of the preceding, and like him was a great lawyer. Ha pubblicato una collezione di scritti intitolata Disputationes juridicae. Benedikt Carpzov (1595-1666), secondo il nome, era il secondo figlio del precedente, e come lui era un grande avvocato.
In questo secolo fu scritto anche un trattato sulla tolleranza dal filosofo Voltaire. Il trattato è una breve opera di polemica civile e politica oltre che storica e filosofica. La struttura è circolare poiché parte dalla triste vicenda dei Calas per concludersi con la riapertura e la revisione di questo caso. All’interno di questo modulo circolare Voltaire struttura ed articola una vera e propria trattazione sulla tolleranza.
Sul piano religioso Voltaire ammira la convivenza , realizzatasi sul suolo inglese , di fedi diverse e lo spirito di tolleranza che impronta i rapporti tra di esse . A livello politico il regime parlamentare presenta molti vantaggi rispetto alle tendenze oscurantistiche della monarchia francese . Ma è soprattutto sul piano scientifico e filosofico che gli inglesi hanno molto da insegnare . Voltaire infatti individua nel metodo sperimentale di Newton e nell’ empirismo gnoseologico di Lockei due fulcri concettuali che hanno trasformato la cultura europea . Soprattutto attraverso Voltaire , quindi Newton e Lockeappaiono agli intellettuali francesi (e poi europei) i capostipiti ideali della nuova cultura illuministica , i maestri di un nuovo modo di pensare che deve essere sviluppato in tutti gli ambienti del sapere e della cultura . In realtà il pensiero filosofico di Voltaire non presenta particolare originalità nel suo complesso . Esso si trova esposto , ad esempio , in opere quali il Trattato di metafisica (1734) e gli Elementi della filosofia di Newton(1738) . La sua concezione del mondo naturale è strettamente legata al modello del meccanicismonewtoniano , a fondamento sperimentale , in esplicita contrapposizione con quello cartesiano, costruito con un’ operazione astrattamente intellettuale . Di derivazione lockianaè invece la gnoseologia di Voltaire , che vede nell’ esperienza il principio di ogni conoscenza ed esclude la possibilità di dare una risposta razionale ai problemi metafisici che vanno al di là della verificabilità empirica : nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu.Ancora di ascendente inglese è il deismodi Voltaire , avversario di ogni religione rivelata ( schiacciate l’ infameera il suo pungente motto contro la Chiesa cattolica ) quanto di ogni forma di ateismo : l’ esistenza di Dio , causa e ordinatore del mondo , è razionalmente dimostrabile , mentre và al di là di ogni conoscenza umana la definizione dell’ essenza e degli attributi divini : secondo Voltaire , che in questo caso si avvicina molto al razionalismo aristotelico, l’ esistenza di Dio può essere dimostrata con la ragione ; Dio é il motore immobile , il garante dell’ ordine nell’ universo : Se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo, ma tutta la natura ci grida che esiste. La provvidenza di Dio si limita quindi a garantire l’ ordine e la necessità delle leggi naturali e non investe le vicende umane ( come aveva detto pure Epicuro) . Partito da un moderato ottimismo , in cui ( sull’ esempio del poeta-filosofo Alexander Pope ) si presume che la realtà , non soltanto quella naturale , presenti nel complesso un carattere ordinato e positivo . Voltaire approda poi a un sostanziale , anche se moderato , pessimismo .
Montesquieu:
Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède et de Montesquieu, meglio noto unicamente come Montesquieu (La Brède, 18 gennaio 1689 – Parigi, 10 febbraio 1755), è stato un filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese. È considerato il fondatore della teoria politica della separazione dei poteri.
Montesquieu pubblica la sua opera più importante e monumentale, Lo spirito delle leggi (L’esprit des lois), frutto di quattordici anni di lavoro, anonimamente nella Ginevra di Jean-Jacques Rousseau, nel 1748. Due volumi, trentadue libri, un lavoro tra i maggiori della storia del pensiero politico. Una vera e propria enciclopedia del sapere politico e giuridico del Settecento.
L’opera venne attaccata da gesuiti e giansenisti e messa all’Indice (Index Librorum Prohibitorum) nel 1751, dopo il giudizio negativo della Sorbona.
Nel libro XI de Lo spirito delle leggi, Montesquieu traccia la teoria della separazione dei poteri. Partendo dalla considerazione che il “potere assoluto corrompe assolutamente”, l’autore analizza i tre generi di poteri che vi sono in ogni Stato: il potere legislativo(fare le leggi), il potere esecutivo(farle eseguire) e il potere giudiziario(giudicarne i trasgressori). Condizione oggettiva per l’esercizio della libertà del cittadino, è che questi tre poteri restino nettamente separati.
Montesquieu cercò di dimostrare come, sotto la diversità degli eventi, la storia abbia un ordine e manifesti l’azione di leggi costanti. Ogni ente ha le proprie leggi. Le istituzioni e le leggi dei vari popoli non costituiscono qualcosa di casuale e arbitrario, ma sono strettamente condizionate dalla natura dei popoli stessi, dai loro costumi, dalla loro religione e sicuramente anche dal clima. Al pari di ogni essere vivente anche gli uomini, e quindi le società, sono sottoposte a regole fondamentali che scaturiscono dall’intreccio stesso delle cose.
Queste regole non debbono considerarsi assolute, cioè indipendenti dallo spazio e dal tempo; esse al contrario, variano col mutare delle situazioni; come i vari tipi di governo e delle diverse specie di società. Ma, posta una società di un determinato tipo, sono dati i principi che non può derogare, pena la sua rovina. Ma quali sono i tipi fondamentali in cui si può organizzare il governo degli uomini?
Montesquieu ritiene che i tipi di governo degli uomini siano essenzialmente tre: la repubblica, la monarchiae il dispotismo.
Ciascuno di questi tre tipi ha propri princìpi e proprie regole da non confondersi tra loro.
Il principio che è alla base della repubblica è, secondo Montesquieu, la virtù, cioè l’amor di patria e dell’uguaglianza; il principio della monarchia è l’onoreossia l’ambizione personale; il principio del dispotismo, la paura che infonde nei cuori dei sudditi.

(A cura di Delia Venturini)

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