Controriforma della chiesa cattolica e il concilio di Trento

1. Introduzione :
Controriforma Movimento nato in seno alla Chiesa cattolica nel XVI secolo con lo scopo di arginare le posizioni eretiche e le devianze dottrinali dovute alla Riforma protestante.

2. Esigenze di riforma
• Le critiche corrosive indirizzate alle più alte cariche della gerarchia ecclesiastica che da tempo avevano ampliato il loro potere temporale e lo scandalo rappresentato dal grande sciama e dagli abusi che costellavano la chiesa, spinsero la comunità ecclesiastica a varare un nuovo catechismo.

3. Strumenti Della Controriforma:
• Dopo lo scandalo rappresentato dal Grande scisma e dagli abusi che costellavano la vita della Chiesa. Il papa incoraggiò la formazione e l’azione di ordini nuovi, come ad esempio i teatini, i cappuccini, le orsoline e specialmente i Gesuiti che, con il loro impulso al rinnovamento dell’educazione e il fervore catechetico dell’opera missionaria, conferirono nuovo vigore alla trasmissione della dottrina cristiana e all’apostolato. Nel 1542 Paolo III, per difendere l’ortodossia e la coesione dottrinale arginando le tendenze eretiche che potevano sorgere all’interno della struttura ecclesiastica, istituì l’Inquisizione romana; nel 1545 convocò il Concilio di Trento per ribadire le posizioni della Chiesa in materia di dogma e di dottrina e dirimere le questioni relative alla gerarchia e alla disciplina ecclesiastica sollevate dai protestanti. Il papa collaborò spesso con un alleato scomodo, l’imperatore Carlo V, e non esitò ad adottare provvedimenti diplomatici, ma anche militari, contro i protestanti.
Il suo successore, papa Paolo IV, inaugurò un periodo di repressione ancora più aspra delle devianze dottrinali sostenendo vigorosamente l’Inquisizione, che in Spagna divenne addirittura uno strumento politico della corona; Filippo II in effetti se ne servì per assicurare l’ortodossia nel paese ed eliminare contemporaneamente l’opposizione politica e religiosa.
In Italia settentrionale verso la fine del secolo, in parte per effetto del Concilio di Trento, emerse un gruppo di vescovi di valore desiderosi di riformare il clero e di istruire il popolo; il modello invocato da molti fu il cardinale Carlo Borromeo di Milano.

• 1542 Istituzione del Tribunale dell’Inquisizione Romano, un tribunale ecclesiastico per la repressione dell’eresia.

• 1545 CONCILIO DI TRENTO : XIX concilio ecumenico della Chiesa cattolica, che, in reazione alla Riforma protestante, deliberò una riforma generale del corpo ecclesiastico e ridefinì i dogmi. La storia del Concilio fu alquanto complessa a causa delle implicazioni politiche che esso comportava, del permanente stato di guerra tra Francia e Impero e delle forti resistenze curiali. La convocazione del Concilio, fortemente voluta dall’imperatore al fine di cercare un accordo con i protestanti, era avversata dalla Santa Sede che temeva di non potervi esercitare il proprio diretto controllo. L’assemblea fu convocata la prima volta nel 1537 a Mantova e una seconda volta a Trento nel 1542, dove i padri conciliari riuscirono finalmente a riunirsi solo nel dic. 1545. Il concilio si articolò in tre sessioni:
. Risolte le questioni procedurali, l’assemblea si rivolse alle fondamentali problematiche dottrinali sollevate dai protestanti. Uno dei primi decreti affermò che la Scrittura doveva essere interpretata secondo la tradizione dei padri della Chiesa: un rifiuto implicito del principio protestante della “sola Bibbia”. Il lungo e complesso decreto riguardante la giustificazione condannava il pelagianesimo detestato da Lutero, ma tentava contemporaneamente di conferire un ruolo alla libertà umana nel processo di salvezza. Questa sessione affrontò inoltre questioni disciplinari, come l’obbligo dei vescovi di risiedere nelle loro diocesi.
. Dopo un’interruzione provocata da una profonda incomprensione di natura politica tra Paolo III e Carlo V, la seconda sessione del concilio, convocato nuovamente dal neoeletto papa Giulio III, rivolse la sua attenzione soprattutto ai sacramenti. La sessione, alla quale parteciparono alcuni luterani, fu boicottata dai rappresentanti francesi.
. La terza sessione del concilio dibatté prevalentemente questioni disciplinari, in particolare il problema irrisolto della residenza episcopale, da molti considerata la chiave di volta della riforma ecclesiastica. Nel 1564 Pio IV proclamò la professione di fede tridentina (da Tridentum, l’antico nome romano di Trento) che sintetizzava le decisioni dell’assemblea in materia dottrinale. Tuttavia il concilio non affrontò mai una discussione riguardante il ruolo del papato nella Chiesa, questione sollevata ripetutamente dai protestanti. Tra i teologi che parteciparono al concilio, si ricordano in particolare Girolamo Seripando, Reginald Pole, Diego Lainez, Melchior Cano e Domingo De Soto.

• 1566 viene redatto il “Catechismo del Concilio di Trento” ad uso dei parroci un manuale autorevole che fosse base per gli insegnamenti dei sacerdoti ai fedeli laici e che contribuisse ad affermare la dottrina cattolica contro la Riforma protestante.Il concilio intese il catechismo come il manuale ufficiale per l’istruzione popolare, il settimo canone, “De Reformatione” (Sess. XXIV) recita: “Perché il fedele possa avvicinarsi ai sacramenti maggior reverenza e devozione, il Santo Sinodo incarica tutti i vescovi che li amministrano a spiegare i gesti e le usanze in modo che adatto alla comprensione del popolo; devono inoltre osservare che i propri parroci osservino la stessa regola con pietà e prudenza, facendo uso per le loro spiegazioni, dove necessario e conveniente, della lingua volgare; e siano conformi alle prescrizioni del Santo Sinodo nei loro insegnamenti (catechesi) per i vari Sacramenti: i vescovi devono accertarsi che tutti questi insegnamenti siano accuratameente tradotti in lingua volgare e spiegati da ogni parroco ai fedeli…”.
Nelle intenzioni della Chiesa il catechismo, benché scritto primariamente per i parroci, fu inteso anche come uno schema fisso e stabile di insegnamenti per i fedeli, specialmente riguardo alla grazia; per questo compito il lavoro segue fedelmente le definizioni dogmatiche del concilio.
Il testo è diviso in quattro parti:
. La Fede ed il suo Simbolo;
. I Sacramenti
. I precetti del Decalogo
. L’Orazione ed in particolare il Padre Nostro
Sono presenti in esso punti non trattati durante il concilio, quali il primato del papa e il Limbo ed è completamente assente la dottrina delle Indulgenze che è indicata nel “Decretum de indulgentiis”.

4. Diffusione della Controriforma:
La spiritualità della Controriforma ebbe un tono particolarmente attivista e si volse all’evangelizzazione dei territori di recente scoperta in estremo Oriente e nelle Americhe. Pari entusiasmo animò la fondazione di confraternite, congregazioni, di associazioni di carità, e, soprattutto da parte dei Gesuiti, di scuole confessionali. Oltre al proselitismo, la Spagna della Controriforma sperimentò la fioritura della mistica, rappresentata dalle due grandi figure di santaTeresa d’Avila e san Giovanni della Croce.

Bibliografia:

• Asor Rosa, A., La cultura della Controriforma, Laterza, Bari 1990.
• Bennassar, B., Storia dell’Inquisizione spagnola dal XV al XVX secolo, Rizzoli, Milano 1994.
• Delumeau, J., Il cattolicesimo dal XVI al XVIII secolo, Mursia, Milano 1976.
• Jedin, H., Storia del concilio di Trento, Morcelliana, Brescia 1973-1981.
• Jedin, H., Riforma cattolica o Controriforma?, Morcelliana, Brescia 1987.
• Marcocchi, M., La riforma cattolica, Morcelliana, Brescia 1967.
• Zoli, S., La Controriforma, La Nuova Italia, Firenze 1979.

(A cura di Giulia Colangelo)

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